Da Guardiola a Flick: come è cambiato Thomas Muller!

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Nel Bayern primo in Germania e dominante in Europa continua a recitare un ruolo di primaria impor-tanza il trequartista tedesco: dalla seconda punta col fiuto del gol ai tempi di Guardiola si è trasfor-mato in eccellente rifinitore sotto l’attuale gestione di Flick.

Thomas Muller da dieci anni è uno dei giocatori simbolo della Germania, nonostante l’addio, non senza qualche polemica, alla nazionale tedesca. Dopo le parentesi non esaltanti con Ancelotti e Kovac si è ripreso alla grande il ruolo di protagonista nel Bayern sotto la gestione Flick. Fin dal 2010, anno in cui esplose a livello internazionale grazie ai Mondiali in Sudafrica, il tedesco ha dimostrato di possedere un eccezionale fiuto per il gol, pur non brillando in tecnica e non occupando una posizione precisa nel reparto offensivo. Il suo contributo realizzativo ha fatto la fortuna del Bayern di Van Gaal, ma soprattutto di quello di Heynckes, vincitore del primo triplete con i bavaresi nel 2013. Con l’approdo di Guardiola il tedesco ha dimostrato di poter tenere la stessa continuità realizzativa dei colleghi di reparto, prima con Mandzukic e poi con Lewandowski.

Con il tecnico catalano Muller ha vissuto le sue migliori stagioni sul piano realizzativo, coincise anche con la vittoria del mondiale 2014, dove si ritagliò il ruolo di grande protagonista. Con l’approdo di Ancelotti tuttavia la carriera di Muller subì un brusco rallentamento, complice le numerose panchine legate ad un rapporto non idilliaco con il tecnico italiano: anche con Kovac i numeri di Muller non sono stati eccelsi. Per ridare nuova linfa alla carriera del trequartista è servito l’arrivo di Flick, con il quale il Bayern è divenuto una micidiale macchina da guerra, considerata da tutti anche quest’anno come l’avversario da battere. L’allenatore, che come collaboratore di Loew aveva già allenato Muller in nazionale, ha deciso di utilizzarlo in una nuova veste, sfruttando una qualità che era stato in grado di confermare anche nelle stagioni peggiori: la capacità di creare occasioni a raffica, in qualsiasi veste. Ed è così che nasce il Muller rifinitore, il partner d’attacco ideale per Lewandowski con i suoi inserimenti tra le linee avversarie: aumentano i numeri realizzativi del polacco mentre il tedesco diviene tra i migliori assistman di tutta Europa. Nella scorsa stagione ben ventisette passaggi vincenti, nella stagione ancora da terminare già sedici: numeri con cui si colloca in entrambi i casi al di sopra del re degli assist Kevin De Bruyne.

Ma se il belga punta tutto sulla qualità, Muller predilige l’efficacia, attraverso le sponde arretrate o il colpo di testa per smarcare il compagno. Così nel suo nuovo ruolo è divenuto nuovamente insostituibile, mettendo a tacere alcune critiche ingenerose piovutegli addosso e confermando, nonostante l’età non più giovane, di poter ancora dire la sua nella squadra campione d’Europa e del Mondo. Il Bayern se lo gode, la Germania, nella quale per ora è escluso, se lo piange. Dopo gli Europei Loew lascerà dopo quindici anni la guida della Mannschaft:, forse con il nuovo commissario tecnico la nuova versione di Muller potrà tornare protagonista.

Lorenzo Di Lauro

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