Da Coda a Forte: i bomber della B con il sogno della A!

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In Serie B ci sono bomber che stanno facendo grandi cose e sono pronti per il grande salto in Serie A. Qualcuno ci è già stato e vorrebbe ritornarci…

Complicata, lunga, estremamente lunga, piena di colpi di scena, sconsigliata ai deboli di cuore. Mai come quest’anno la serie cadetta mette in mostra una truppa agguerrita di squadre di altissimo livello che si danno battaglia attraverso un percorso a ostacoli lungo il quale scivoloni inattesi, exploit, pathos sono all’ordine del giorno e rappresentano il dazio da pagare per raggiungere il tanto agognato traguardo della Serie A. Se da una parte finora ha ben impressionato l’Empoli, storica fucina di talenti del calcio italiano e leader di una classifica fluida e molto corta nelle zone alte, non si può non tenere conto delle velleità di promozione della matricola terribile Monza: una corazzata costruita con il chiaro intento di regalarsi il campionato di Serie A, il primo della sua storia. Dietro di loro affilano le armi compagini esperte, che hanno alle spalle piazze passionali da sempre legate ai colori delle proprie squadre, abituate a lottare per le posizioni che contano, e nuove leve sfrontate che con coraggio tattico e puntuale attività di programmazione raccolgono con merito eccellenti risultati sul campo.

Come in ogni campionato di B che si rispetti, tanti e forti sono gli attaccanti che trascinano a suon di gol le proprie squadre: tra loro troviamo bomber di categoria, certezze assolute che sanno farsi rispettare sui campi difficili della B, con quell’ideale romantico del bomber di provincia che molto spesso li riveste di un’aura quasi mitica; troviamo giovani rampanti che grazie alla continuità e alla fiducia della propria società riescono ad esprimere il proprio talento senza rischiare di bruciarsi subito in Serie A; troviamo le classiche sorprese, quei bomber a volte sfortunati che dopo annate disgraziate riescono finalmente a fare, e bene, il loro lavoro con grande caparbietà e abnegazione.

Chi di loro è già pronto per il palcoscenico della A? Scopriamolo insieme.

MASSIMO CODA (LECCE)

A suon di gol, ben 6 nelle ultime 3 partite, l’esperto bomber di Cava de’ Tirreni si è preso sulle spalle il suo Lecce, trascinandolo letteralmente fino al secondo poto in classifica, continuando la lotta con Salernitana e Monza che contenderanno ai salentini la promozione diretta in Serie A. Attuale capocannoniere della Serie B, potente e letale non solo in fase realizzativa, ma autentico uomo reparto anche con la sua capacità di vestire i panni di uomo assist e mandare in gol i suoi compagni, Massimo Coda non lesina energie su e giù per il terreno di gioco, a volte pagando però in termini di lucidità in zona gol: capace di giocare con entrambi i piedi, sgroppa sulla fascia con la stessa disinvoltura con cui rincorre gli avversari fino alla propria area di rigore; si mette al servizio dei compagni per far salire la squadra o favorire le imbucate dei centrocampisti d’assalto. Centravanti moderno, finalizzatore possente con licenza di costruire il gioco, siamo sicuri che Massimo venderà cara la pelle per raggiungere il suo obiettivo, al culmine di una carriera tortuosa, in giro per l’Italia.. e non solo, piena di sacrifici, rinunce, gol, tanti gol, divisi tra Cremona, Salerno, Benevento, con una toccata veloce anche al Nova Gorica in Slovenia, ma pronta a scrivere una delle pagine sportive più entusiasmanti a Lecce.. sempre che le altre pretendenti alla A siano d’accordo.

LEONARDO MANCUSO (EMPOLI)

Cresciuto nelle giovanili del Milan, ripartito dal Pizzighettone in Serie D, Leonardo Mancuso come il suo inarrestabile Empoli si è issato fin dall’inizio del campionato in cima alla classifica cannonieri, passando il testimone a Massimo Coda solo in queste ultime giornate. Dopo un primo campionato con la maglia azzurra in cui ha preso le misure portando a casa un incoraggiante bottino di reti, il veloce attaccante milanese nella sua seconda stagione toscana, quella della rifondazione per l’Empoli, sta finalmente andando oltre la classica carriera di un giovane di belle speranze che non riesce a confermare le aspettative. Giocatore dalla grande intelligenza tattica, abile opportunista e rapido stoccatore, capace di fare la cosa giusta al momento giusto, riesce ad ottimizzare al meglio ogni situazione d’attacco. All’interno del fluido contesto di gioco di Mister Dionisi, Mancuso svaria abilmente su tutto il fronte offensivo, sia come punta di riferimento che sulla fascia, arrivando anche ad occupare zone più arretrate del terreno di gioco: le sue qualità gli consentono infatti di fare da raccordo tra centrocampo e attacco, di inserirsi efficacemente in area o di allargarsi sulla fascia per aprire gli spazi e servire palla al centro. Giocatore maturo e completo, partito dal basso, tra i più decisivi in questa Serie B, con un bagaglio tecnico non indifferente e pronto a recitare, bene, sul palcoscenico della A.

FRANCESCO FORTE (VENEZIA)

Dopo aver girovagato in lungo e in largo per le serie minori, fino ad arrivare addirittura in Belgio alla ricerca di continuità e della definitiva consacrazione, il bomber romano cresciuto nelle giovanili dell’Inter ha trovato nella Juve Stabia la società che ha creduto nelle sue qualità dopo esser caduto nel dimenticatoio troppo in fretta; purtroppo, l’esito dello scorso campionato non è stato quello sperato, ma la carriera de “Lo Squalo” ha trovato quel trampolino di (ri)lancio, a suon di gol e prodezze, che gli ha consentito di sbarcare in Laguna agli ordini di Mister Zanetti. Francesco Forte è un centravanti mancino, fisico e tecnico, capace di fare reparto da solo e fungere da importante riferimento offensivo per i compagni. Altrettanto abile a partecipare al gioco corale organizzato dal suo tecnico, è uno strepitoso uomo d’area con il gol nel sangue. Sempre pronto a mettersi sulle spalle la squadra, è dominante in area di rigore quanto onnipresente nella manovra ed all’occorrenza opportunista. Pezzo forte all’interno di un sistema di gioco armonioso che nell’esaltazione del gruppo ne potenzia ancora di più le caratteristiche, determinante finora per le fortune di classifica dei lagunari, non ci meraviglieremmo se dovesse arrivare una chiamata dalla A, con qualche società pronta a puntare, giustamente, su di lui.

DAVIDE DIAW (PORDENONE/MONZA)

Dopo aver accarezzato il sogno della Serie A con il Cittadella, il trasferimento al Pordenone lasciava presagire un anno di alto livello con una tra le squadre più promettenti e innovative. Il mercato di gennaio ha stravolto, in positivo, i progetti di Davide Diaw: punta di diamante del mercato faraonico del Monza, adesso il sogno Serie A inizia ad avere dei contorni più definiti per il ragazzo che giocava nel Tamai, in Serie D, che era finito addirittura in Eccellenza, che non nasconde di aver fatto il magazziniere, che è passato anche dal calvario della rottura del ginocchio. Un punto di svolta, l’infortunio, che ha fatto capire all’attaccante l’importanza del calcio nella sua vita, dandogli nuova forza per ripartire. Si è trattato di una risalita repentina, grazie all’Entella, grazie al Cittadella, che gli hanno dato fiducia nonostante in passato non sia mai stato sempre vero e proprio bomber prolifico: Davide è uno di quegli attaccanti generosi che tanto piacciono a noi, pronto ad aiutare la squadra a risalire, bravo sia nella difesa che nella circolazione della palla, veloce, potente, tecnicamente forte, difficile da fermare in progressione. Un attaccante completo, dalle ottime capacità balistiche, il cui lavoro non è solo segnare, sulla soglia dei 30 anni, pronto senza dubbio per la A.

FLORIAN AYE’ (BRESCIA)

Recordman nella storia del Brescia, in quanto unico calciatore ad essere riuscito ad andare a segno per sette partite consecutive, superando mostri sacri come Roberto Baggio, Dario Hubner, l’Airone Andrea Caracciolo, il francese Florian Ayé solo in questi ultimi mesi ha iniziato a conquistare i palati dal gusto difficile dei tifosi biancazzurri. Al netto di un prevedibile periodo di ambientamento, reso sicuramente più difficile dalla retrocessione dello scorso campionato, il rendimento del centravanti francese stava diventando ormai un caso vista la sua sterilità in fase offensiva. Sette partite per ribaltare il suo status, da oggetto misterioso a talismano insostituibile, per una prima punta classica, abile negli inserimenti in area e nelle finalizzazioni, poco incline alle marcature da fuori area. Abilità da finalizzatore a cui spesso non seguono capacità nell’uno contro uno, ma l’astuzia con cui riesce a smarcarsi per raccogliere gli inviti dei compagni ricorda il modus operandi di alcuni grandi attaccanti del recente passato. Prospetto sicuramente molto interessante, da seguire con attenzione, che difficilmente il Brescia lascerà partire a meno di una proposta indecente. Sempre che l’operazione rimonta non porti le Rondinelle nuovamente in A…

Ci scuserete se tanti ottimi giocatori sono rimasti fuori da questa veloce carrellata, anzi, saremmo curiosi di sapere chi per voi può essere un potenziale craque: in ogni caso, proprio questa abbondanza di ottimi giocatori dovrebbe farci guardare con ottimismo al futuro del calcio italiano, messo in dubbio ancora una volta dagli sconcertanti errori e dai fallimenti delle campagne europee dei nostri top team. Il livello della Serie B è altissimo, a riprova del fatto che la qualità c’è.. occorre solo dare la possibilità di giocare ai calciatori meritevoli.

Rosario Malorgio

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