Bayern nella storia, eguagliato il Barcellona dei record

Con una rete di Pavard nel secondo tempo, il Bayern si aggiudica anche il Mondiale per Club nell’anno più difficile per il mondo del calcio, conquistando il sesto trofeo consecutivo, un’impresa riuscita solo al primo Barcellona di Guardiola

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Il Bayern Monaco conclude divinamente l’anno più vincente della sua storia, aggiudicandosi anche il Mondiale per Club nella finale di Doha. Decisivo nella finale contro il Tigres, guidato dall’esperto Gignac, il gol di Pavard nel secondo tempo. Nonostante le varie assenze, tra cui quella dell’uomo più esperto Muller, solo notti magiche per i tedeschi nell’anno della pandemia e degli stadi vuoti.

Con i sei trofei conquistati a cavallo tra il 2020 e quest’inizio di nuovo anno, il Bayern realizza il secondo sextete nella storia del calcio per le squadre di club, eguagliando il record del primo Barcellona di Pep Guardiola, che resisteva ormai dal 2009. Proprio contro gli spagnoli i bavaresi hanno messo in campo la migliore prestazione della stagione con un devastante 8-2. Quella partita fu un segnale premonitore del dominio confermato nei mesi successivi.

I protagonisti della cavalcata

Il trionfo dei bavaresi è anche quello di Hans-Dieter Flick, un tecnico che non ama molto i riflettori, ma i cui meriti sono indiscutibili, dopo la non entusiasmante parentesi Kovac. Per anni collaboratore di Loew nella nazionale, ha saputo valorizzare al meglio ogni singolo componente della squadra, costruendo quello che sarebbe divenuto un autentico spauracchio per le avversarie. Con lui è tornato una sicurezza tra i pali Manuel Neuer, che è passato dal possibile ritiro per il grave infortunio ad una nuova giovinezza.

Ha sollevato la sua prima Champions da capitano, confermandosi tra i i migliori portieri al mondo. Ha brillato la stella del giovanissimo Davies, al suo primo anno da protagonista e già determinante con le sue sgroppate sulla fascia sinistra. Kimmich ha confermato di essere quel giocatore completo e devastante che si può impiegare in tutti i ruoli, sempre con ottimi risultati.

Tra i protagonisti assoluti per una consistente fetta di anno anche Thiago Alcantara, che dopo la Champions ha salutato per iniziare una nuova avventura sponda Liverpool. Nell’attacco bavarese tutti hanno recitato un ruolo fondamentale: da Gnabry prezioso assist-man, a Muller, uomo d’esperienza e duttilità, fino a Coman, autore della rete decisiva in Champions contro il Psg.

Ma a prendersi la scena è senza dubbio Robert Lewandowski, che ha lasciato il segno in tutte le competizioni disputate. Non ha segnato né nella finale di Lisbona, né in quella di Doha, ma è stato il marcatore più prolifico dell’anno solare, ingiustamente “derubato” del pallone d’oro che France Football ha deciso di non assegnare.

Enormi meriti vanno soprattutto alla dirigenza, che si è confermata tra le più serie ed efficaci in circolazione. Agli acquisti faraonici di Psg e City, il Bayern ha risposto sfruttando le risorse del proprio settore giovanile e tutelando le sue stelle. E’ stato capace di rinnovarsi dopo gli addii di pilastri come Robben, Ribery, Hummels e Rafinha. E adesso per l’annata 2021 sarà ancora il vero avversario da battere.

Lorenzo Di Lauro

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