Barcellona-Juventus, ha vinto Pirlo. Così ha incartato i catalani!

Il tre a zero in casa del Barcellona frutto di mosse tattiche da parte del tecnico della Juventus.

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Sette anni dall’ultima sconfitta in casa in Champions League. Il Barcellona riscopre il sapore amaro del k.o. casalingo in Europa, merito di una Juventus sicuramente molto attenta e preparata tatticamente dal suo allenatore. Frutto anche di un Barcellona decisamente disorientato tatticamente e tecnicamente, in confusione per tutto il match. Ma oltre i demeriti della banda di Koeman, bisogna certamente riconoscere i meriti di una Juventus che è andata a prendersi vittoria e primo posto nel girone di Champions League. La partita perfetta preparata dal tecnico della Juventus Andrea Pirlo.

Centrocampo rivoluzionato

Dal derby contro il Torino al match del Camp Nou è cambiato praticamente tutto il centrocampo. Fuori gli esterni d’attacco Kulusevski e Chiesa, dentro Ramsey esterno sinistro (solo sulla carta) e Cuadrado avanzato come esterno dentro, con Danilo dirottato a destra in difesa e Alex Sandro terzino sinistro. Pirlo ha cambiato anche i due di centrocampo, fuori Rabiot e Bentancur, dentro Arthur e McKennie. Un centrocampo diverso con un ragionato come l’ex Barcellona ed un incursore come l’americano che ieri ha segnato ancora una volta dopo il gol del pareggio nel derby. Pirlo nel post partita ha parlato di superiorità in mezzo al campo visto che il Barcellona di Koeman gioca a due a centrocampo. Le posizioni di Ramsey e Alex Sandro sono state fondamentali per l’idea tattica di Pirlo.

Dal 4-4-2 al 3-5-2

A centrocampo la Juventus ha sicuramente stravinto il duello con i catalani. Il possesso palla sterile del Barcellona non ha portato alcun rischio a Buffon nel primo tempo, qualche grattacapo nel secondo. La posizione di Ramsey ha influito enormemente perché il gallese, inizialmente posizionato come esterno sinistro, ha agito da interno di un centrocampo a cinque lasciando spazio ad Alex Sandro, o da trequartista in un 3-4-1-2 in fase d’attacco. In fase di non possesso Ramsey si è allineato con i centrocampisti con Alex Sandro dirottato a terzino in una difesa a quattro. Una Juventus camaleontica proprio come vuole Pirlo. Questo ha permesso ad Arthur di poter agire da playmaker basso con McKennie abile ad inserirsi e sfruttare i soliti cross deliziosi di un Cuadrado in condizioni favolose. Pjanic e soprattutto De Jong soffocati dal pressing avversario e dalla superiorità a centrocampo della Juventus. Il resto lo hanno fatto Ronaldo e soci sfruttando a pieno la disastrosa retroguardia catalana che soffre terribilmente l’assenza di Piqué.

Cuadrado, vado al massimo!

Tra i vari intoccabili della Juventus di Pirlo c’è sicuramente il colombiano. Dall’avvento del nuovo allenatore ha giocato come terzino destro, esterno destro, esterno sinistro, risultando spesso tra i migliori in campo. Tra derby e Camp Nou ha sfornato tre assist decisivi, ma soprattutto ha dimostrato una tenuta atletica e mentale degna di un grande calciatore. D’altronde Cuadrado ha sempre giocato sia con Allegri che con Sarri, con Pirlo stiamo scoprendo la duttilità dell’ex calciatore della Fiorentina che è un titolare fisso dell’undici della Juventus. Qualità e quantità al servizio della squadra.

Nel post partita Pirlo ha lanciato un messaggio molto chiaro ai suoi giocatori: anche in Italia servirà una Juventus formato Camp Nou. Una grossa mano però l’ha data proprio il tecnico rinunciando ad un’idea di gioco offensiva (in panchina tutti gli esterni d’attacco) per una Juventus più equilibrata.

C.R.

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