Ballack: storia di un eterno secondo!

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Il tedesco è stato per un decennio uno dei più importanti centrocampisti in Europa, nonché colonna della nazionale, ma non è mai riuscito ad aggiudicarsi i trofei più importanti, pur arrivandoci sempre molto vicino.

Michael Ballack è considerato come uno dei centrocampisti tedeschi più forti della storia: protagonista con tutte le squadre di club in cui ha militato (Bayer Leverkusen, Bayern Monaco e Chelsea su tutte), ma soprattutto perno della nazionale tedesca, dove ha indossato per anni la fascia da capitano. Una sua caratteristica importante era il feeling con il gol: ben 141 con le maglie di club, addirittura 42 con la Manschaaft. Eppure nella sua carriera, nonostante un buon palmares, sono mancati i trofei più importanti, un cruccio che il centrocampista conserva tutt’ora, e per il quale ha ricevuto l’appellativo di eterno secondo.

2002: LA PRIMA GRANDE DELUSIONE

Il 2002 si rivela essere uno degli anni più drammatici per Ballack, nonostante una stagione strepitosa dove è stato grande protagonista, soprattutto in Champions League. I suoi gol hanno trascinato il Leverkusen in finale contro il Real Madrid, che si aggiudica la partita con il capolavoro di Zidane sullo scadere del primo tempo. E’ la prima di una lunga serie di delusioni per Ballack, al quale se ne sarebbe sommata un’altra appena pochi mesi dopo. Nel controverso mondiale coreano la sua Germania non è tra le favorite, ma grazie alle parate di Oliver Kahn è riuscita ad arrivare fino in finale. Anche stavolta enorme è stato il contributo di Ballack, con due reti decisive ai quarti e in semifinale, che gli hanno dato la possibilità di un riscatto immediato dalla prima decisione. Ma in finale Ronaldo spezza l’imbattibilità di Kahn, e il Brasile vince 2 0. Un doppio duro colpo per Michael, che di lì a poco si sarebbe accasato al Bayern Monaco.

2006: IL MONDIALE IN CASA

Un’altra enorme delusione per Ballack deriva dal successivo Mondiale, giocato in casa. Per la formazione allenata da Klinsmann è una ghiotta opportunità per provare a riscattarsi dopo anni di delusioni. Nonostante le aspettative non fossero alte, la Germania approda in semifinale, trovando nel duo d’attacco formato da Klose e Podolski un’arma inattesa. La sfida con l’Italia è particolarmente sentita, in virtù dei precedenti del 1970 e del 1982, che i tedeschi vorrebbero riscattare con l’ausilio del pubblico. La partita si rivela drammatica e combattuta, ma sono ancora una volta i supplementari, come trentasei anni prima, a condannare i tedeschi. Grosso e Del Piero ammutoliscono lo stadio e a fine partita Ballack scoppia in lacrime: la maledizione per lui sembra non avere fine.

2008: IL SECONDO DRAMMATICO ANNO

Anche stavolta al Mondiale segue un trasferimento per Ballack, che approda in Inghilterra alla corte del Chelsea, diventando una pedina insostituibile per tutti gli allenatori. Dopo un ottimo percorso il Chelsea è in finale, e per Ballack è tanta la voglia di riscatto: a Mosca va in scena il derby inglese con il Manchester United, in quella che sarà una delle finali più combattute e intense degli ultimi vent’anni. Succede di tutto, ma l’equilibrio non si schioda e la partita si decide dal dischetto. Ballack mette a segno il suo tentativo, ma i successivi errori di Terry e Anelka regalano al Manchester United la terza Champions, la seconda per Ferguson. Ma il 2008 per Ballack non è purtroppo ancora terminato: l’Europeo in Austria e Svizzera con la nazionale lo vede ancora protagonista, con gol e prove convincenti. Ma ancora una volta arriva la sconfitta in finale, una tremenda costante: a decidere l’Europeo è Fernando Torres, e per Michael si ripete la delusione del 2002. E’ l’ultima sua finale, ma la maledizione non termina qui.

2009: LA CORSA AD OVREBO

Con il Chelsea ha ancora una grande chance per riscattare la sua iattura: in semifinale di Champions gli inglesi affrontano il temuto Barcellona di Guardiola, al primo anno in panchina. Dopo lo 0 0 dell’andata al Camp Nou, con una vittoria il Chelsea si qualificherebbe in finale. I Blaugrana sono irriconoscibili ed Essien trova il vantaggio con un gol fantastico: ma nel corso della partita si rende protagonista in negativo l’arbitro Ovrebo, con un arbitraggio discutibile che va a favore degli spagnoli. Il gol nei minuti finali di Iniesta regala il passaggio del turno al Barcellona, in virtù del gol segnato in trasferta. Nel recupero, all’ennesimo rigore negato al Chelsea, Ballack corre furiosamente verso Ovrebo, in preda alla disperazione, ma l’arbitro ancora una volta penalizza gli inglesi. Ancora una volta a pochi passi dal traguardo si infrangono i sogni di Michael. Da quel momento per lui inizia un lento declino, che lo porta a lasciare la Nazionale alcuni mesi dopo, e a ritirarsi nel 2012, dopo il ritorno al Leverkusen.

Nel mondo del calcio a tanti giocatori è stata assegnata l’etichetta di eterni secondi, non ultimi i nazionali olandesi degli anni ’70, ma se si pensa alla sfortuna nel mondo calcistico, probabilmente l’esempio di Ballack è quello più calzante.

Lorenzo Di Lauro

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