Baiano/ “Batistuta aveva fame. Che tridente a Foggia, fiducia in Commisso” – Esclusiva

Intervista in esclusiva con l’ex calciatore della Fiorentina Francesco Baiano, oggi allenatore.

Zemanlandia lo ha consacrato al grande calcio, Firenze come seconda casa, Diego Armando Maradona un fratello maggiore che lo ha coccolato. Con Francesco Baiano, ex giocatore di Foggia e Fiorentina, in esclusiva per Calcio Totale, abbiamo trattato vari temi e ricordato i tempi in cui faceva coppia con Batistuta in maglia viola.

Cosa ha rappresentato per lei Diego Armando Maradona?

Ho avuto l’onore di poter vedere Diego da vicino quando giocavo nel settore giovanile del Napoli. Mi ha “adottato” come un fratello minore, mi dava consigli e mi ha aiutato tanto nella mia crescita professionale. Per non parlare della sua umiltà.

In che senso?

Era il più grande di tutti eppure non lo ha mai fatto pesare. Parlava con tutti, aveva un cuore grande, lo ha sempre dimostrato.

Il Foggia di Zeman trampolino per il grande calcio. Cosa scattò con il boemo?

Cambiò il modo di giocare, di intendere il calcio. Non aspettavamo l’avversario per poi ripartire, aggredivamo, volevamo imporre il nostro gioco. Eravamo giovani e avevamo voglia di fare qualcosa di importante, lui è stato fondamentale per tutti noi.

Che coppia d’attacco con Signori…

Non c’eravamo solo io o Beppe, c’era anche Rambaudi, formavamo un tridente fantastico. Con Signori avevamo anche un grande rapporto fuori dal campo perché uscivamo con le rispettive famiglie, ‘Rambo’ usciva con il gruppo dei non sposati. Ma eravamo una bella squadra.

Napoli città d’origine, Firenze seconda casa?

Assolutamente sì, in generale in Toscana mi sono sempre trovato bene. Con Firenze e la Fiorentina ho avuto un rapporto fantastico.

Eppure il primo anno si concluse con l’amare retrocessione. Cosa successe?

Per vincere nel calcio servono tre componenti fondamentali: una società, una grande squadra ed una tifoseria importante. Noi avevamo tutto tranne una società forte. Fu un grosso errore mandare via Radice quando eravamo secondi in classifica per una sconfitta immeritata contro l’Atalanta.

Come è stato giocare assieme a Batistuta?

Che giocatore fantastico. Ed una grande persona. Quando torna in Italia ci incontriamo sempre e andiamo a mangiare assieme. Bati è stato un attaccante fenomenale, nei primi anni di Firenze era tra i primi cinque al Mondo. Ripeto, un calciatore fantastico.

Quale è stato il segreto di Batigol?

La fame. Batistuta voleva vincere, lottava su ogni pallone e giocava con il fuoco dentro gli occhi. E’ cambiato tanto dal suo arrivo in Italia. Non oso immaginare quanti gol farebbe nell’attuale Serie A.

Perché?

Senza mancare di rispetto a nessuno, oggi in Serie A si segna facilmente. Per me Batistuta supererebbe il record di 36 gol siglati da Higuain e Immobile.

Il solito vecchio discorso: non si difende più come una volta?

Il calcio è inevitabilmente cambiato, oggi si cerca il difensore in grado di impostare l’azione. Ma forse si sono dimenticati i fondamentali di un tempo. C’è un errore importante quando si parla di marcatura a zona.

Bisognerebbe tornare alla marcatura a uomo?

Bisogna spiegare bene una cosa. La marcatura a zona significa che tu difensore marchi in quella parte del campo che ti compete. Ma bisogna pur sempre marcare l’attaccante, quindi bisognerebbe marcare a uomo nella propria zona.

A proposito di Fiorentina, quanti assist ha ricevuto da Rui Costa?

(ride) Altro grande campione, uno con il fisico da centrocampista e i piedi da trequartista. Un numero 10 in grado di fare le due fasi, praticamente una rarità.

Firenze oggi sogna di rivedere grandi campioni…

Bisogna avere molta pazienza, il Fair Play Finanziario non permette di fare grossi investimenti. I tifosi viola sono straordinari, devono dare fiducia a Commisso.

E’ l’uomo giusto per aiutare la Fiorentina a tornare grande?

Secondo me sì ma bisognerebbe aiutarlo. Commisso sa bene che per crescere bisogna investire in uno stadio di proprietà, ma la burocrazia in Italia ritarda questi investimenti. Ho il timore che il nuovo stadio della Fiorentina avrà tempi lunghissimi, spero di sbagliarmi.

L’anno scorso lei ha allenato la Primavera del Pisa. Piani per il futuro?

Non chiudo le porte a nessuno, mi piacerebbe allenare una squadra di C o un altro settore giovanile che abbia però voglia di investire davvero sui giovani.

A proposito di giovani, cosa ne pensa delle seconde squadre?

Trovo che sia un’idea buona per aiutare i giovani a crescere. Ma ovviamente in Italia non siamo partiti bene, solo la Juventus ha dimostrato di essere attenta a questa situazione. Peccato, perché giocare in Serie C aiuterebbe tanto i giovani.

C.R.

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