Austria-Germania: la storia di Sindelar e quel ‘no’ a Hitler!

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Nel giorno della memoria il ricordo di quella famosa partita in cui il giocatore austriaco non si piegò al volere nazista.

La gloriosa Nazionale austriaca degli anni ’30 aveva in Matthias Sindelar il giocatore più rappresentativo. Centrocampista offensivo e all’occorrenza attaccante, Sindelar comincia ben presto ad avere passione per il calcio. La morte di suo padre complica i piani in gioventù, Sindelar gestisce una lavanderia con madre e le sorelle. Ma il calcio è sempre nei pensieri e il piccolo Matthias è davvero molto bravo. Ben presto riesce a diventare un punto fermo dell’Austria Vienna dove vince tutto a livello Nazionale. Nella storia di Sindelar però c’è un particolare da non sottolineare: lui è nato in Austria da famiglia ebrea. Ci troviamo a fine anni ’30 e la Germania nazista di Hitler ha iniziato la sua grande espansione in Europa.

La partita del grande rifiuto

Il 12 marzo del 1938, l’Austria viene annessa alla Germania. Un evento importante che i tedeschi vollero celebrare con una partita amichevole tra le due Nazionali. Per giocare questa importante partita scelgono il grande Prater di Vienna, si gioca qualche settimana dopo. Un match amichevole che i tedeschi pensano (e sperano) di vincere facilmente per omaggiare Hitler. La partita però non va secondo i piani tedeschi, l’Austria vince due a zero grazie alle reti proprio di Sindelar e di Sesta. I due festeggiano assieme ai propri compagni. Al termine della partita tutte e le due squadre si rivolgono verso la platea d’onore dove ci sono gli ufficiali nazisti. Tutti i giocatori fanno il classico saluto nazista con il braccio teso: tutti tranne due, ovvero Sindelar e Sesta. E’ il segno del grande rifiuto, la grande offesa di Sinderlar nei confronti del “Fuhrer“.
Un gesto che non è passato inosservato anche perché Sindelar era in quel momento uno dei più forti giocatori del panorama europeo.

La morte del “Mozart del calcio”

Qualche mese dopo, il 23 gennaio 1939, Sinderlar viene ritrovato morto assieme alla sua compagnia milanese, di origine ebrea, Camilla Castagnola. Ufficialmente si parla di una morte avvenuta a causa di un’uscita improvvisa di monossido di carbonio da una stufetta. Ufficiosamente in tanti pensano che ad uccidere la coppia siano stati proprio i nazisti a causa di quel grande rifiuto.
Nel giorno della memoria la bella storia di un campione che non si piegò al volere nazista!

C.R.

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