Atalanta – Real Madrid non l’abbiamo giocata neppure alla PlayStation

L’undicesimo tetto ingaggi d’Italia sfiderà il secondo d’Europa. E’ una cosa talmente fuori dall’ordinario che, fino a qualche anno fa, non era contemplata nemmeno nel mondo dei sogni

Se dieci anni fa ci avessero detto che l’Atalanta avrebbe giocato un ottavo di Champions con il Real Madrid, avremmo dato del pazzo a chiunque. I bergamaschi nella stagione 2009-2010 chiusero al terzultimo posto. In quella convulsa stagione si avvicendarono tre allenatori in panchina: Gregucci, Conte e poi Mutti. Una storia terminata con la retrocessione in serie B. Sì, in un decennio è cambiato tutto: come passare dall’incubo al sogno e andare oltre le più rosee aspettative. Per apprezzare cosa stanno facendo i ragazzi di Gasperini bisogna necessariamente guardare indietro. Alla crescita esponenziale della società, dello staff, del gruppo.

Beccare il Real Madrid ai sorteggi non è sfiga, è quanto di più bello ci possa essere per chi fino all’altro ieri era abituato a lottare per la salvezza. Due volte terzi negli ultimi due anni, miglior attacco della serie A per due stagioni consecutive: 98 reti in campionato nella precedente annata. Una valanga.
Fuori ai quarti di Champions con il PSG, con la beffa di Choupo-Moting nell’extra time. Quando la semifinale sembrava proprio a un passo, ma resta comunque un altro capolavoro della banda del Gasp. L’ultimo in ordine cronologico risale a meno di un mese fa, con la vittoria per due a zero ad Anfield, contro il Liverpool di Klopp. E’ stata la quinta squadra italiana a compiere l’impresa in casa dei Reds. Roba da PlayStation, da divano in salotto e tè caldo. Eppure, Atalanta-Real Madrid non l’abbiamo giocata nemmeno lì.

Neppure nella cameretta dei sogni o nella stanza dei giochi. E’ qualcosa di talmente straordinario, che la città meriterebbe di riversarsi in massa al Santiago Bernabeu. Ma nella follia di un anno senza logica, i tifosi non ci saranno e il Bernabeu neppure. Si giocherà al centro sportivo di Valdebebas, per i lavori di ristrutturazione che interessano l’impianto di Madrid. Sentiremo l’eco dei giocatori e le indicazioni dei due tecnici. E beh, che sfiga. Questa sì che è sfiga. Vuoi mettere una foto con gli amici di sempre in uno degli stadi più belli del mondo? Niente, ma va bene comunque. Perché Bergamo ha vissuto momenti decisamente più brutti di una partita di calcio, ha assistito alle sfilate della morte, mentre la Dea incantava su ogni campo e in ogni partita.

E’ già tutto bello così. Lo sarebbe ancora di più in uno scenario a colori. Fatto di luci, sguardi, emozioni, tifosi e fotografie. Quando ti ricapita di giocare con il Real? E soprattutto, quando ti ricapita di rivederlo a Bergamo? L’Atalanta è l’undicesimo tetto ingaggi della serie A con 42,6 milioni di euro, mentre il Real con 431 milioni, è il secondo d’Europa. Forse, ancora, non ci siamo resi conto di quello che stanno combinando i ragazzi del Gasp. E qui la PlayStation non c’entra davvero nulla, siamo andati ben oltre. Benvenuti nella dimensione della realtà.

Mario Lorenzo Passiatore       

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