A tutto Brehme: “Inter e Trapattoni, che ricordi. Gullit il più forte…” (ESCLUSIVA)

Un’altra grande esclusiva targata Calcio Totale. Questa volta a parlare è l’ex terzino dell’Inter Andreas Brehme, Campione del Mondo con la Germania nel Mondiale del 1990.

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L’Inter di Antonio Conte è vicina alla vittoria dello Scudetto che in casa nerazzurra manca ormai da tanti anni. L’ultima vittoria in campionato risale ai tempi di Mourinho in panchina nell’anno del Triplete. Un altro ex bianconero potrebbe vincere lo Scudetto sulla panchina nerazzurra, esattamente come Giovanni Trapattoni che vinse il famoso Scudetto dei record nella stagione 1988-1989. In quella squadra c’erano i tre tedeschi che aiutarono i nerazzurri a fare il salto di qualità decisivo per la vittoria del campionato. Uno di questi era Andreas Brehme, per tutti Andy, terzino sinistro tra i più forti della storia dell’Inter e del calcio mondiale. Proprio lui, autore del rigore decisivo nella finale di Coppa del Mondo del 1990 contro l’Argentina, ha parlato in esclusiva per Calcio Totale, raccontando la sua esperienza in nerazzurro.

Andy, la tua Inter è vicina alla vittoria dello Scudetto. Analogie con l’Inter di Trapattoni?

Ho la sensazione che anche in questo caso ci sia un forte spirito di squadra ed un rapporto importante con il tecnico Antonio Conte. Esattamente come nella mia Inter dei record.

Quando parliamo di Trapattoni a cosa pensi?

Ho avuto la fortuna di averlo come allenatore, un grande tecnico. Ma siamo anche ottimi amici e sono stato suo secondo ai tempi dello Stoccarda. Un personaggio importante per la mia carriera.

All’Inter sei rimasto quattro anni, che ricordi hai di quell’esperienza?

I quattro anni all’Inter, in Serie A, sono stati i più belli e importanti della mia carriera. Non potrei mai dimenticare l’esperienza in nerazzurro.

In quel periodo hai affrontato diversi campioni. Chi ti ha messo maggiormente in difficoltà?

Senza dubbio Gullit, ogni volta che dovevo affrontarlo era un incubo. Un campione davvero incredibile.

Hai vinto un Mondiale siglando il rigore decisivo a cinque minuti dal termine contro l’Argentina. Non hai avuto paura?

No, sono andato sul dischetto convinto e fiducioso. Ed è andata esattamente come mi aspettavo.

Tra l’altro rigore calciato con il piede destro, tu che sei sempre stato sinistro. Quale era il tuo segreto?

Fin da piccolo mio padre è stato il primo allenatore, mi ha sempre insegnato a calciare con entrambi piedi, diceva che sarebbe stato importante. E aveva ragione.

A proposito di Nazionale, Low ai saluti: chi sarà il successore?

In Germania tutti vorrebbero vedere Flick come prossimo commissario tecnico della Nazionale.

Quanto è cambiato il ruolo del terzino rispetto agli anni ’90?

E’ cambiato tanto come il calcio ovviamente. Non si può paragonare il calcio degli anni ’90 a quello di oggi, sono due cose diverse. E così anche il ruolo del terzino. Però devo dire che ho sempre interpretato il ruolo del terzino in maniera moderna grazie a Trapattoni e Beckenbauer.

C’è un giocatore che le assomiglia in questo calcio moderno?

Non credo, ogni giocatore ha caratteristiche fisiche e tecniche diverse. A questo punto potrei tornare a giocare, tornando all’Inter come terzino sinistro (ride).

C.R.

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