12 ottobre 1996/ Ronaldo e Totti, il giorno delle magie!

Segnare un gol fantastico nello stesso giorno. E’ successo all’ex capitano della Roma Francesco Totti e all’ex Fenomeno Ronaldo.

Ci sono coincidenze che poi così tanto casuali non sono. Avvenimenti che sembrano avere un filo comune, quasi come un disegno guidato. Francesco Totti e Luis Nazario de Lima, per tutti Ronaldo, hanno sicuramente in comune l’enorme talento che il Dio del calcio gli ha donato. Il primo ha incantato il Mondo con la maglia della Roma e della Nazionale italiana, il secondo ha lasciato a bocca aperta tutti gli appassionati di calcio. I due in comune hanno però una data particolare: 12 ottobre 1996. Un segno del destino. Entrambi, nello stesso giorno, hanno disegnato calcio, mostrato al Mondo una piccola parte della loro bravura.

Il pallonetto di Totti

Siamo a Roma, stadio Olimpico, si gioca il match tra Roma e Milan, quinta giornata del campionato di Serie A. I giallorossi allenati da Carlos Bianchi demoliscono la banda rossonera guidata da Oscar Tabarez. Il primo gol dei giallorossi lo sigla Francesco Totti, appena ventenne, approfittando di un’uscita a vuoto di Sebastiano Rossi, decide di inventarsi un pallonetto con l’esterno sinistro del piede da posizione defilata. Un tocco di rara bellezza che finisce in rete mandando in visibilio i tifosi della Roma. Una delle tante perle del Capitano giallorosso.

Tutti in piedi per il Fenomeno

Siamo a Santiago di Compostela, capoluogo della Galizia, si gioca allo stadio San Lazaro, i padroni di casa affrontano il Barcellona di Sir Bobby Robson. L’assistente del tecnico dei catalani è un giovane portoghese, un certo José Mourinho. Entrambi assistono alla manifestazione di un alieno su un campo di calcio. Il Barcellona in estate ha acquistato dal Psv un ragazzo brasiliano spaventosamente forte: lo chiamano Ronaldo. Ha 20 anni. L’attaccante del Barcellona prende palla a centrocampo, subisce la carica di due avversari ma resiste ed inizia ad accelerare per arrivare in porta. Ovviamente dribblando tutta la difesa ospite. La palla entra in porta e Bobby Robson, incredulo, si mette le mani tra i capelli. Non voleva crederci. Aveva visto un extraterrestre.

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